Da Ottaviano 

ad Augusto


La nascita di un Impero

L’antefatto


   Cesare aveva fatto molto per Roma: il popolo lo amava ed era pronto ad appoggiarlo in qualsiasi decisione; ma egli era stato assassinato. Quella preziosa eredità non doveva essere sperperata nel gioco del potere: era il momento di Ottaviano. 
Finiva la Repubblica cominciava l’Impero.

Gaio Ottaviano Augusto


Figlio di Gaio Ottavio, homo novus della gens Octavia
La madre, di nome Azia, proveniva da una famiglia di rango senatorio e dagli illustri natali.

Era infatti imparentata sia con Cesare sia con Gneo Pompeo Magno
Azia era più precisamente la figlia della sorella di Cesare, Giulia Minore 


La Giovinezza

Ottaviano era pronipote di Cesare, il quale lo prediligeva per la sua grande intelligenza e serietà.
Nel 44 a.C. fu adottato come figlio ed erede dal prozio e assunse il nome del padre adottivo, diventando Gaio Giulio Cesare Ottaviano.
Cesare lo nominò magister equitum in seconda, in vista della grande spedizione contro i Parti, inviandolo, appena diciottenne, a sorvegliare i preparativi per la futura guerra. 

Reazioni del popolo

Il consiglio di anziani aveva decretato che il giorno della sua nascita (23 settembre) e quello dell’annuncio della vittoria di Azio (2 settembre) fossero da allora in avanti giorni di festa. 
Il suo nome venne incluso negli inni sacri accanto a quelli degli dei; 
Diritto di indossare in tutte le cerimonie la corona di foglie di quercia simbolo dell’imperium e di chiamarsi Imperator Caesar Divi filius ( comandante supremo e Cesare figlio del dio). 

il secondo triumvirato


Entrato in possesso dei beni di Giulio Cesare, si fa largo nella politica romana.  Nel 43 a. C., alleato con il Senato, sconfigge Marco Antonio nella battaglia di Modena, per allearsi poi proprio con quest'ultimo e Lepido, dando vita al Secondo Triumvirato, una magistratura legalmente riconosciuta dalla Repubblica

Lo scontro con gli oppositori

I triumviri redigono delle liste di oppositori che dovranno scomparire, sono le liste di proscrizione. Fra coloro che muoiono, quasi 4000 fra senatori e cavalieri, anche Cicerone, reo di avere accusato pubblicamente Marco Antonio.
Nel 42 a. C. Marco Antonio e Ottaviano si scontrano con i Cesaricidi a Filippi, dove li sconfiggono.

Lo scontro con Marco Antonio

Marco Antonio e Ottaviano sono i due membri più importanti del Triumvirato, e si spartiscono il potere: a Marco Antonio spetterà l'Oriente, a Ottaviano l'Occidente.
In Oriente, in attesa di scontrarsi con i Parti, Marco Antonio inizia a comportarsi come un sovrano e si lega a Cleopatra, tanto che  nel 32 a. C. il Senato, su ordine di Ottaviano, gli dichiara guerra. Sconfitto nel 31 a. C. ad Azio, Marco Antonio si suiciderà con Cleopatra nel 30 a. C..

Inizia il consolato

Venne nominato Console nel 29 a.C.
Egli ottenne il favore del popolo  restituendo il governo della repubblica al Senato e alla cittadinanza. 
Nell’estate dello stesso anno celebrò tre trionfi
Sull’Illirico
Ad Azio
Sull’Egitto

Fu acclamato come il restauratore della pace universale.

Una decisione strategica

   Lo stesso giorno di fronte ad un’immensa folla vennero chiuse le porte del tempio di Giano: il gesto sanciva la fine di ogni guerra sul suolo di Roma.

Principe...

Egli fu attento ad esercitare il potere senza uscire dalle forme tradizionali della repubblica per evitare accuse di voler istaurare una monarchia. 
Nel 28 a.C. si fece attribuire la carica di censore: 
  • diminuì il numero dei senatori escludendo quelli che gli erano rivali 
  • si attribuisce la carica di Principe del Senato 

Una soluzione astuta

Il 27 a.C. Ottaviano si presentò in Senato e rimise nelle mani dei senatori tutte le sue cariche: il popolo lo acclamò di nuovo console e proconsole per la Gallia, la Spagna e la Siria. 
N.B. In questo modo non era lui a prendere il controllo dell’intero territorio di Roma, erano gli altri ad  affidarglielo. 

... Augusto

Alla qualifica di princeps il Senato aggiunse quella di Augustus: un titolo nuovo, istituito apposta scartando quelli di Romolus e Quirinus perché ricordavano troppo la monarchia.
Lessico: Augustus deriva del verbo latino augeo che significa “innalzare”, radice anche di aucrotitas : il suo potere derivava dalla sua autorevolezza personale che lo innalzava al di sopra di ogni istituzione dello stato.

Il Potere di Augusto



Princeps Augustus

 Ottaviano rifiutò le cariche di dittatore e di console a vita per non assumere titoli estranei alla tradizione. Roma era ancora una repubblica, perché nessuna delle vecchie istituzioni dello stato era stata abrogata; ma tutti i poteri erano nelle mani di un’unica persona ( Princeps Augustus e imperator Caesar Divi filius). Il nuovo sistema sarà detto “Principato” o “Impero” e i sucessori di Ottaviano si identificheranno con Augusto o Cesare.

La pace e la guerra

Augusto aveva cominciato a utilizzare il proprio potere per riprendere l’azione che Cesare aveva iniziato: egli mirava e  restituire alla società romana la coesione, la funzionalità e l’ordine nell’ambito politico, sociale e culturale. Si tratta di aspetti diversi di un’unica azione riformatrice. 

LA RIFORMA DELL'ESERCITO


Congedò 300.000 uomini tramite distribuzione di terre e retribuzione in denaro
Costruì un esercito professionale riservato ai cittadini romani
Stanziò delle legioni lungo il confine
Istituì il corpo dei pretoriani ( nove coorti di soldati scelti) 
Due flotte erano permanentemente in servizio  una nel Tirreno e l’altra nell’Adriatico. 

Conseguenze

Augusto tentò di ridurre gli impegni militari di Roma:
intavolò con i Parti delle trattative 
In Oriente lasciò i piccoli regni confinanti indipendenti, intervenendo in caso di necessità
In Occidente le popolazioni richiesero più volte l’intervento delle Legioni Romane. Lunghe campagne furono intraprese per allontanare gli attacchi provenienti da nord e ad est ( 29- 9 a.C.)
Vennero conquistate le terre lungo la riva destra del Danubio
Tra  il 12 a.C. e il 5 d.C. fu conquistato il territorio tra il Reno e l’Elba.

L'Impero con Augusto


Arancione scuro: territori prima di Augusto
Arancione chiaro: nuove annessioni

La Sconfitta

Publio Quintilio Varo, governatore delle terre tra il Reno e l’Elba, incominciò ad amministrare la giustizia ignorando le consuetudini locali e imponendo forti tributi. A capo della resistenza si  pose Arminio. Egli si conquistò la fiducia di Varo; 
in seguito mandò a una tribù 
insediata vicino alla sede 
dell’esercito l’ordine di ribellarsi. Dopo aver accompagnato per un tratto Varo, Arminio si allontanò e il generale non esitò ad addentrarsi  con le legioni nella fitta foresta.
( battaglia di Teutoburgo, 9 d.C)

Curiosità

Appena nominato console uccise Cesarione, figlio illegittimo di Cesare e Cleopatra, per essere sicuro di eliminare ogni singolo rivale.
Durante il suo pluridecennale matrimonio con la moglie Livia non ebbe figli maschi. I candidati alla successione da lui prediletti morirono prima di lui. Alla fine fu costretto a designare come suo successore il poco amato Tiberio, figlio di primo letto della moglie Livia.
Restò al potere sino alla morte, e il suo principato fu il più lungo della Roma imperiale (44 anni dal 30 a.C. 37 anni dal 23 a.C.)